Parco Aspromonte, concluse le esercitazioni in bosco degli studenti di “Scienze forestali e Ambientali” dell’Università Mediterranea

Nella prima settimana di giugno si è conclusa l’edizione 2017 di “Imboschiamoci (per studiare!)”, i tradizionali laboratori a cielo aperto promossi dai Corsi di laurea L25 e LM73 in Scienze forestali e ambientali del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’iniziativa, articolata in un ricco programma di esercitazioni didattiche residenziali, dalla fine di maggio ha visto oltre quaranta studenti universitari impegnati a studiare gli ambienti forestali del Parco Nazionale dell’Aspromonte, avendo base operativa nel territorio di Santo Stefano in Aspromonte (RC).

Gli studenti hanno preso parte ad esperienze pratico-applicative guidate dai docenti del Dipartimento, a loro volta coadiuvati dalle guide del parco e da esperti, professionisti e imprenditori del settore forestale. Il bosco si è così trasformato in un luogo privilegiato di formazione: un luogo, dove è stato possibile osservare la natura, studiarla e interpretarla, applicando e verificando in situ, in modo interdisciplinare, le nozioni già apprese nei corsi, sui libri o in aula. Il carattere residenziale delle esercitazioni, inoltre, ha aperto i partecipanti a una diversa dimensione del rapporto docenti-studenti, poiché una convivenza semplice e collaborativa ha favorito, accanto allo studio, uno scambio personale e vivace di esperienze e punti di vista.

Nella giornata iniziale gli studenti sono stati accolti nella sede dell’osservatorio per la biodiversità del Parco nazionale d’Aspromonte, sito in località Cucullaro (Santo Stefano in Aspromonte). Nel suo saluto il presidente del Parco dott. Giuseppe Bombino ha sottolineato l’unicità e la rilevanza delle risorse ambientali e forestali della Calabria, una regione dove circa il 25% del territorio è costituito da aree naturali protette, con ben tre parchi naturali di rilevanza nazionale. Il direttore dell’Ente Parco, dott. Sergio Tralongo, ha espresso il bisogno di formazione in campo forestale e ambientale. “Esperienze formative residenziali come questa  – ha detto agli studenti – vi pongono a contatto col grande laboratorio della natura, ma vi aiutano anche a chiarire la vocazione personale, in un momento della vita in cui è utile capire realmente cosa si vuol diventare, umanamente e professionalmente”.

Le esercitazioni sono state guidate dai proff. Bacchi, Bonsignore, Di Fazio, Fasone, Lombardi, Magnano di San Lio, Marziliano, Menguzzato, Modica, Nesci, Porto, Proto, Spampinato e Zimbalatti. Nell’ambito delle attività programmate gli studenti hanno attraversato vari ambienti, spesso percorrendoli a piedi lungo la rete sentieristica del parco, così da approfondire la conoscenza della diversità botanica forestale in luoghi di pregio ordinati alla conservazione, in ambienti umidi e aree caratterizzate da boschi vetusti. Le visite compiute nell’alta valle del Menta e nell’area delle cascate del Maesano hanno consentito di godere di paesaggi di rara bellezza. Lo studio delle piante è stato collegato a quello della fauna, ponendo attenzione soprattutto agli habitat di alcune specie protette e di grande rilevanza presenti in ambito aspromontano, quali ad esempio la coturnice e il driomio.

Una specifica esperienza didattica ha riguardato l’entomofauna. Di quest’ultima, attraverso osservazioni dirette in bosco, è stata apprezzata la ricchezza della biodiversità locale mentre per alcune specie si sono evidenziati i rischi di infestazione per il patrimonio forestale. Le patologie vegetali più diffuse sono state analizzate in situ, anche con campionamenti e prelievi, facendo riferimento soprattutto a boschi di castagno e di conifere.

Una escursione compiuta da Gambarie (1350 m slm) fino alla vetta del Montalto (1900 m slm) ha consentito di osservare le peculiarità forestali dell’Aspromonte, rapportandole alle diverse condizioni ambientali e, in particolare, alla diversa fertilità dei suoli. Sono stati attraversati boschi a prevalenza di faggio con abete bianco, registrandone la graduale variazione dei caratteri compositivi e strutturali secondo l’altimetria; così, alle quote più alte si sono potuti evidenziare i danni da neve sulle piante (fusto sciabolato), nonché le dimensioni contenute e le forme cespugliose assunte dai faggi. La visita a popolamenti di pino laricio ha assunto anche un interesse storico-culturale, poiché si narra che proprio nell’incavo di uno dei grandi pini qui presenti abbia trovato riparo Garibaldi, dopo essere stato ferito in battaglia ad una gamba.

In una abetina nei pressi di Gambarie si è condotta un’esperienza esercitativa dedicata alla simulazione di operazioni di rilevamento dei caratteri forestali, con la suddivisione di studenti in squadre che in aree di saggio hanno condotto attività di misurazione dei diametri e delle altezze degli alberi. È stato inoltre simulato un intervento di taglio, con la selezione delle piante da abbattere e la relativa misurazione degli attributi fondamentali. L’elaborazione dei dati ha permesso di stimare il volume delle piante da abbattere e di quelle da rilasciare, consentendo una successiva esercitazione di tipo economico-estimativo, avente carattere esemplare e metodologico, per la determinazione del valore di macchiatico.

I temi dell’idraulica e dell’idrologia forestale, delle sistemazioni idraulico forestali, della difesa del suolo e della pianificazione di bacino sono stati sviluppati studiando vari tratti del bacino del torrente Sant’Agata, con rilevamenti in alveo e di opere di sistemazione idraulica.

L’ambiente forestale è stato inquadrato anche come sede di importanti attività economiche e produttive. In particolare, in territorio di San Roberto, si è visitata una azienda zootecnica lattiero-casearia analizzandone vari aspetti: la condizione di allevamento degli animali, i pascoli utilizzati e le foraggere presenti, le operazioni di lavorazione del latte per la produzione di ricotta e di formaggi. Specifiche osservazioni hanno riguardato la sostenibilità ambientale e socio-economica dei sistemi zootecnici, il benessere degli animali, e le prestazioni offerte dalle costruzioni adibite alla loro stabulazione e alle attività casearie.

Il rapporto con le realtà imprenditoriali presenti nel Parco e che operano in campo forestale è stato approfondito con la visita a un cantiere di utilizzazioni forestali. Gli studenti hanno potuto osservare direttamente in bosco l’espletamento delle principali fasi di abbattimento, allestimento ed esbosco di un ceduo di castagno. In particolare, in sinergia con un’impresa boschiva è stato possibile visionare il corretto impiego delle principali macchine forestali adottate, il sistema di lavoro scelto e la valida professionalità degli operatori forestali.

L’approccio interdisciplinare integrato, per tutto il corso dell’esperienza didattica, ha consentito ai partecipanti di comprendere meglio la multifunzionalità del bosco, essendo questo chiamato sia a svolgere un importante ruolo produttivo (produzioni legnose e non, alimentari e non, di origine vegetale o animale) sia a fornire servizi ecosistemici di varia natura, di tipo ambientale (conservazione della biodiversità, qualità dell’aria, ecc.) e socio-culturale (servizi turistici e ricreativi, salute umana, educazione ambientale, ecc.). Inoltre, il rapporto diretto con imprese, professionisti, operatori e con gli stessi funzionari e guide del parco ha offerto agli studenti l’opportunità di proiettarsi in un contesto professionale specificamente inerente al percorso formativo intrapreso.

Reggio Calabria, 15 giugno 2017  

             Il Responsabile

  Ufficio Stampa e Comunicazione

              Carlo Taranto