Vergognoso atto di bracconaggio in Sicilia: il Parco dell’Aspromonte fara’ la sua parte

Un importante progetto finanziato dall’Unione Europea, negli ultimi anni, sta cercando di assicurare un futuro al Capovaccaio, un piccolo avvoltoio che ha visto la sua popolazione italiana ridotta in pochi decenni a meno di dieci coppie, tra la Basilicata e la Sicilia. L’impegno delle Istituzioni, dei ricercatori e delle Forze dell’Ordine, con l’ausilio delle più moderne tecnologie, l’esperienza del lavorare in rete: eppure ancora una volta tutte queste energie messe in campo hanno dovuto registrare l’ennesimo vile atto di bracconaggio, che ha messo fine alla giovanissima vita di uno dei due capovaccai nati in cattività presso il CERM (Centro Rapaci Minacciati) di Semproniano (GR), curati e allevati con straordinaria competenza e rilasciati la settimana scorsa nel Materano in collaborazione con ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Bianca e Clara, questi i nomi dati ai due esemplari, seguendo il comportamento migratorio della specie, avrebbero dovuto raggiungere l’Africa, trascorrervi l’inverno e, in futuro, rientrare in Europa, magari proprio in Italia, per contribuire a dare un po’ di ossigeno a una specie fortemente a rischio.

Le cose sono andate diversamente dal previsto: i due giovani avvoltoi, dotati di un dispositivo di monitoraggio che ha permesso ai ricercatori e alle Istituzioni coinvolte di seguire l’appassionante viaggio verso il continente africano, una volta raggiunta la Sicilia occidentale, hanno sostato per qualche giorno tra il Trapanese e l’Agrigentino, in attesa di trovare le condizioni meteo adatte al superamento del Mediterraneo. Proprio lì, la mancanza di segnalazioni di movimento da parte di Clara ha fatto pensare al peggio: si ipotizzava una sua difficoltà a trovare cibo, o un incidente, vista la presenza di cavi elettrici, tralicci e pale eoliche, micidiali nemici della specie. Purtroppo l’incubo è diventato realtà nei giorni scorsi, quando i Carabinieri Forestali del raggruppamento CITES di Roma hanno rinvenuto il giovane capovaccaio morto nei pressi di Mazara del Vallo. E l’esame dell‘Istituto Zooproflattico Sperimentale della Sicilia ha rilevato la presenza di sette pallini da caccia nel corpo dell’animale.

“La rabbia e il dolore dei ricercatori – dice il direttore del Parco dell’Aspromonte Sergio Tralongo – hanno coinvolto la nostra area protetta, perché anche i nostri tecnici stavano seguendo in diretta, con fiducia e apprensione, il primo viaggio migratorio di Bianca e Clara, che hanno sorvolato l’Aspromonte qualche giorno fa, fermandosi a trascorrere la notte nel nostro territorio. Le splendide immagini del piccolo capovaccaio allevato a mano con il fantoccio di un genitore, per evitare l’imprinting sull’uomo, e del giovane in voliera con i genitori, quasi pronto a involarsi, ci avevano conquistato ed emozionato in modo straordinario”.

Per fortuna, Bianca, la superstite, è riuscita a superare indenne l’attraversamento del Mediterraneo e proprio in queste ore è giunta in Africa, dove proseguirà il viaggio in direzione delle regioni subsahariane.

“Il Parco dell’Aspromonte – spiega Antonino Siclari, Responsabile del Servizio Biodiversità del Parco – è già da tempo impegnato nella realizzazione di carnai, veri e propri punti di ristoro per i rapaci in migrazione, e soprattutto per il Capovaccaio e il Nibbio reale, che si nutrono principalmente di animali morti. Abbiamo già informato gli altri ricercatori impegnati per la tutela di questa specie che contiamo di avere già due carnai disponibili nel prossimo anno, per garantire un importante sostegno a queste specie, e ci auguriamo che strutture analoghe sorgano in altre regioni”.

“Il Parco dell’Aspromonte ha anche contribuito alla tutela del volo migratorio di Bianca – prosegue il Direttore Tralongo – perché il giovane capovaccaio, una volta lasciata la Sicilia, ha raggiunto Pantelleria. A quel punto, abbiamo allertato il nostro Reparto di Sorveglianza dei Carabinieri Forestali, che si occupa anche del Parco Nazionale di Pantelleria, che è prontamente intervenuto localizzando Bianca, garantendone la tranquillità e addirittura fornendo cibo nel sito identificato, per dare ulteriori chances all’animale. Ringraziamo in particolare il Comandante del Reparto, Maggiore Pietro Marchetta, e il Maresciallo Carcione, presente sull’isola”.

Il vicepresidente del Parco Domenico Creazzo conclude sottolineando l’importanza della collaborazione tra Istituzioni, ricercatori e associazioni: “Il caso del capovaccaio Clara, che tanta impressione sta destando nell’opinione pubblica, testimonia la necessità di lavorare insieme per garantire la conservazione della Biodiversità: anche se l’episodio di bracconaggio è avvenuto in Sicilia, come Parco dell’Aspromonte abbiamo immediatamente offerto la nostra disponibilità a organizzare, con i soggetti interessati, un tavolo nazionale per definire, sulla base dell’esperienza maturata, le modalità migliori per proseguire in questo importante progetto scientifico. Siamo certi che se ognuno farà la sua parte, il brutto episodio dei giorni scorsi, del quale ci auguriamo possa essere rintracciato presto il responsabile, non si ripeta mai più”.

Intanto, Bianca prosegue il suo primo viaggio; speriamo tutti di rivederla, chissà, magari in Aspromonte…