Ciao Direttore

Ciao Direttore. Galantuomo, il direttore era un galantuomo. Una persona perbene. Il suo garbo resterà nei nostri ricordi, la sua gentilezza e la sua capacità di comprendere gli altri ci accompagneranno perché non lo dimentichiamo. Il direttore era un grande professionista, di indiscusse capacità e di riconosciuto valore. Quello che lui ha seminato ci accompagnerà, perché starà a noi raccogliere. Il direttore raccontava il Parco con ironia e sottile intelligenza, catturava chi lo ascoltava per la sua competenza e per quel modo diretto di conversare anche quando parlava di grandi e importanti temi. Il direttore era un sognatore. Sognava di fare grande il suo Aspromonte, che portava nel cuore da quando era bambino. Il direttore era concreto. Sognava e lavorava per realizzare quei sogni con passione, forza, determinazione e coraggio. Chi lo ha conosciuto ne ha compreso la genuinità, apprezzato la bontà d’animo e la grandezza di spirito, oltre che l’amore per la sua terra che lo ha richiamato. Chi ha lavorato con lui ha compreso le sue capacità e le sue doti, ha trovato non solo un direttore, ma anche un collega, un amico. Sempre attento, sempre corretto e sempre disponibile. Oggi lo salutiamo, immaginandolo in quel cielo che amava scrutare per passione. Perdiamo un grande Uomo, perdiamo un Signore. Mancherà a tutto l’Ente Parco, mancherà alle Comunità, mancherà al popolo dell’Aspromonte. Mancherà alla nostra montagna, ai falchi e alle Faggete, agli scoiattoli e alle Querce. Mancherà a tutti, il nostro Direttore. Nessuno potrà cancellare le sue tracce, disseminate con cura, pazienza, affetto. Tracce indelebili che tutti noi ci impegneremo ogni giorno a rimarcare, affinché non vengano perse. La nobiltà dei valori che ne hanno contraddistinto, non solo l’attività professionale, ma anche e soprattutto i rapporti umani, saranno per noi non un semplice ricordo, ma una guida fulgida. Perdiamo un grande Uomo e un grande professionista che ha messo la sua cultura a disposizione del nostro territorio, proiettando il Parco Nazionale dell’Aspromonte su scenari internazionali: un Parco preso ad esempio positivo nel Mondo per i progetti e per le attività di protezione e valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e naturalistico. Ci ha dato fiducia e forse è questo il suo miglior lascito: la fiducia nei confronti delle persone e della sua terra. Ci ha guidato standoci a fianco. È stato amico, fratello e padre con chi lavorava con lui. Uno al fianco dell’altro, sempre. Ci ha emozionato il Direttore, con la sua passione e la sua capacità di essere presente con discrezione, nelle questioni personali prima che lavorative: la sua spalla e le sue parole ci hanno confortato tante volte. Oggi manca il sorriso, la battuta sagace, lo sguardo, la signorilità. Manca quel che non può tornare, ma che, per fortuna, è stato. E l’accettazione non riesce ad affacciarsi, perché dietro la porta che si apre, ti aspetti ancora di vederlo salutare e sorridere. E ci servirebbe, adesso, una sua frase o un suo sorriso, per confortarci in questo momento di infinita tristezza e di vuoto incolmabile. Ciao Direttore, ciao Sergio, ciao amico, dal nostro e dal tuo Aspromonte.