Flora e Fauna

 
Le attuali conoscenze permettono di stimare la flora presente nel territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte in circa 1.500 specie:oltre il 50% della flora regionale, che ammonta a circa 2.500 taxa.
L’elevata ricchezza floristica dell’Aspromonte è da collegare ad una serie di fattori: uno di questi è la posizione geografica del massiccio aspromontano, posto al centro del Mediterraneo. Questa posizione ha favorito nel corso dell’era Terziaria e Quaternaria il sovrapporsi di flore di diversa origine che, almeno in parte, si sono adattate differenziando stirpi locali a vari livelli (specie, sottospecie e varietà). L’elevata diversità in specie vegetali è legata anche alla eterogeneità ambientale riscontrabile nel territorio del parco, diretta conseguenza delle sue caratteristiche geomorfologiche e climatiche, con sensibili differenze di clima tra i versanti che si affacciano sullo Ionio e le aree rivolte sul Tirreno.
I corsi d’acqua sono ricchi di vegetazione riparia e lungo le fiumare è possibile ammirare pioppi, salici e ontani e, nelle zone ove l’umidità è pressoché costante durante tutto l’anno, la felce bulbifera gigante, relitto del Terziario, Woodwardia radicans (L.) Sm.. A bassa quota regnano gli elementi più caratteristici della macchia mediterranea (ginestra, cisto, leccio, mirto, fillirea, corbezzolo) e boschi di leccio. Esistono nel Parco boschi d’alto fusto di leccio che, per estensione e caratteristiche, rappresentano esempi unici a livello nazionale: dei veri e propri laboratori a cielo aperto ove osservare le dinamiche evolutive che la natura mette in atto. Salendo di quota, è possibile imbattersi nella rovere meridionale che si mescola a pinete maestose e, ancora più in alto, al faggio. In area parco, specie nella vallata delle Grandi Pietre, è possibile ammirare il farnetto, una quercia dalle grandi foglie e dai profondi lobi, che si mescola con il leccio e costituisce habitat peculiari anche a livello europeo, all’interno della Rete Natura 2000.
Nelle zone più alte sono presenti le faggete, talvolta miste ad abete bianco che, insieme alle altre formazioni calabresi, presenta caratteristiche uniche in termini di capacità di adattamento e di accrescimento, tanto da essere oggetto di numerosi studi, anche a livello internazionale. Dal punto di vista forestale le faggete più interessanti sono presenti a Monte Scorda e a Zervò, mentre a Molochio sono presenti i relitti di Taxus baccata L., conifera simile all’abete, dalle foglie tossiche.
Le pinete naturali sono presenti essenzialmente nel versante ionico e presentano spesso piante di notevoli dimensioni come i Giganti di Acatti e Afreni di San Luca.
La biodiversità floristica del Parco Nazionale d’Aspromonte è accompagnata da una straordinaria ricchezza faunistica. Fra i mammiferi la montagna aspromontana rappresenta habitat ideale per il lupo, la cui presenza oggi è accertata, nonostante per due decenni risultasse scomparso in Aspromonte; sono diffusi il gatto selvatico, abile cacciatore di mammiferi e uccelli, il ghiro, animale notturno molto frequente nelle foreste europee ed anche il piccolo driomio, attualmente presente soltanto in Calabria ed in Friuli. Comune nei boschi del Parco è lo scoiattolo nero, particolare per la colorazione nera della pelliccia, anziché marrone o rossa. Tra i mammiferi è possibile avvistare anche la volpe, la faina, la martora, il tasso e la lepre, con due specie (italica ed europea). Alla fine del 2011, nell’ambito di uno specifico progetto di tutela della fauna selvatica dell’Aspromonte, sono stati reintrodotti 75 individui della sottospecie italica di capriolo, riportando in natura una specie assente da questi territori da circa un secolo.
Il parco d’Aspromonte ospita anche rettili, tra cui la vipera, il cervone, un serpente lento ed innocuo, ed il ramarro occidentale. Importante presenza è quella della testuggine di Hermann, animale antichissimo dalla colorazione giallastra con macchie nere. Tra gli anfibi, oltre alle specie più comuni, possiamo trovare la salamandra pezzata, la salamandrina dagli occhiali e l’ululone appenninico, inconfondibile per la particolare colorazione ventrale giallo-arancio. Numerosi anche gli invertebrati che popolano l’Aspromonte; di notevole valore conservazionistico è l’accertata presenza di coleotteri saproxilici di interesse comunitario come Rosalia alpina, Osmoderma italicum ed alcune specie di Cucujus. Tante sono anche le specie di lepidotteri, tra cui la minacciata Parnassius apollo, specie fortemente legata alle aree aperte di alta quota caratterizzate da specie erbacee del genere Sedum. I numerosi corsi d’acqua dell’Aspromonte ospitano inoltre trote e granchi di fiume


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