Geonarrazione

 
Qualche esempio di GeoNarrazione

INCONTRI INASPETTATI IN ASPROMONTE

L’Aspromonte ha una storia unica da raccontare, poiché racchiude in sé la memoria geologica di un passato di nobili e antichissime origini e, al contempo, la prospettiva di una evoluzione geodinamica incessante e tutt’ora in corso. Visitare l’Aspromonte è intraprendere un vero e proprio “viaggio nel tempo e nello spazio”! Le ricerche e gli studi più aggiornati intravedono la genesi dei minerali e delle rocce che compongono la porzione più vetusta del Monte Lucente (dal greco “aspros” = bianco/lucente) – appartenente al “terrame esotico” calabro-peloritano –  in un tempo geologico di circa 1 miliardo di anni fa’ ( tra il Proterozoico e il Paleozoico) e in un luogo diverso e molto lontano dal contesto odierno, corrispondente al margine settentrionale di un megacontinente dal nome Gondwana. Questo però è solo l’inizio della lunga e travagliata storia geologica del Massiccio aspromontano, che fa parte della più ampia catena dell’Arco calabro-peloritano, ossia quella zona di Calabria e Sicilia a forma di arco, che si estende dalla Linea di Sangineto, a nord e la Linea di Taormina, a sud. Una storia complessa – che si dipana in tappe successive seguendo la deriva dei continenti e la tettonica delle placche. Una storia fatta di rocce che si formano dalla solidificazione di un magma all’interno della terra (rocce cristalline, intrusive) e che grazie alle orogenesi vedono la luce del sole; e poi rocce che dopo essere state allocate, vengono a seguito dei processi di subduzione, ri-immerse nelle viscere della terra e trasformate – allo stato semisolido e in condizioni di alta temperatura e alta pressione –  in altre rocce, dette metamorfiche; e poi ancora, rocce più giovani, derivanti dallo smantellamento – ad opera degli agenti atmosferici – che si chiamano sedimentarie, sia terrestri che marine, anche di mare molto profondo! Insomma, una variabilità di rocce unica, dai nomi altisonanti: gneiss, scisti, filladi, graniti, granodioriti, conglomerati, arenarie, siltiti, calcari, calcareniti, …! Di orogenesi – che hanno svolto un ruolo determinante nella sua evoluzione – l’Aspromonte ne ha vissute ben 3: Ercinica, tra 350 e 250 milioni di anni fa’; Alpina, tra 70 e 50 milioni di anni fa’;  Appenninica tra 50 e 20 milioni di anni fa’. Un’evoluzione geologica e geodinamica poderosa e faticosa, fatta di sollevamenti, corrugamenti, ripiegamenti, fagliazioni, fusioni, cristallizzazioni, trasformazioni…Senza dimenticare il doloroso distacco dall’areale spagna-liguria-corsica-sardegna con la conseguente grande “emigrazione” (dislocazione) verso sudest di 15 m.a.fa’ (messa in posto in toto, nella sede circa, di un frammento della catena ercinica-alpina più antica al di sopra della costituenda catena appenninica); le diverse e sovrapposte fasi tettoniche che ne hanno modificato l’assetto e, infine, il poderoso sollevamento tettonico, iniziato circa 1.8 m.a. fa e tutt’ora in atto! Una Montagna, quella Aspromontana, unica… antica e, al contempo, ancora giovane, pure dal punto di vista geomorfologico, ricca di tutte le contraddizioni evolutive, custodite intimamente nella propria memoria e realtà quotidiana dalle genti che le appartengono e la vivono.(Serena Palermiti, 2017)  

 

 

 

L’ASPROMONTE: IN VIAGGIO DA CENTINAIA DI MILIONI DI ANNI

 un minuscolo granello di roccia d’Aspromonte si racconta alla sua gente

  Sai, amico umano, non ho memoria di quando i primi minerali che compongono il mio corpo hanno iniziato a formarsi, ma dentro di me, conosco e ri-conosco di avere delle nobili ed antichissime origini. Lo percepisco dalle vibrazioni che emetto, dalla rugosità della mia pelle, da quel senso di valore che intimamente provo…ma c’è qualcosa che mi turba, però, un non so che di mancante, quasi fosse un trauma dell’anima, che ancora non sono riuscito ad individuare. La mia vita è stata ed è, infatti, un viaggio nel tempo e nello spazio, verticale-orizzontale-verticale (e via così per tante e tante volte); un viaggio e una migrazione, alla ricerca e alla scoperta di chi ero un tempo, da dove provengo, quando nasco, quali sono stati gli incontri e gli scontri importanti per me, quali relazioni ho intrapreso, da chi sono stato respinto e da chi accolto, quanti e quali stravolgimenti mi hanno turbato – non solamente nel corpo – e che mi hanno fatto diventare quello che sono oggi. Forse potrebbe essere utile anche a te, sapere tutto questo…. Qualcuno mi racconta che, come ogni personaggio che si rispetti, anche io ho molti volti (diversi tipi di roccia), tanti quanti ne hai tu – compagno mio umano- che su di me cammini, che dei miei stessi elementi sei formato e che – io lo so – le stesse mie domande ti poni. Se hai la pazienza e il desiderio di inoltrarti in tempi geologici non facili da maneggiare potrei narrarti di me e…di te. Sì, ne sono certo, noi siamo collegati come i fili che uniscono una famiglia…la mia storia è la tua storia! Comunque sia, mi sono fatto l’idea che son sempre stato uno “straniero” in patria, sin dall’origine e lungo tutto il corso…o percorso…della mia vita. Il perché, non certamente semplice da spiegare e da comprendere, è presto detto! Pare che la mia parte vetusta, formatasi più di 500 milioni di anni fa (caspiterina, proprio ieri!), migliaia di anni più migliaia di anni meno, appartenesse al “terrane esotico” calabro-peloritano (che paroloni!), che da quel che dicono gli studiosi (i geologi, i petrografi e gente simile), si trovava nel margine settentrionale di un megacontinente dal nome Gondwana tra il Proterozoico e il Paleozoico. Quindi, non esattamente nel luogo in cui io e te ci troviamo oggi! E…quanto tempo che è passato! C’è però una cosa molto bella, gioiosa e sorprendente che voglio svelarti: noi ci possiamo incontrare, anche oggi, sai? Sì, perché questa parte antica, nobile e unica di me (e quindi anche di te) è conservata nel cuore più valoroso, magico e nascosto della nostra Terra d’Aspromonte… Che soddisfazione, che meraviglia…il solo pensiero mi fa luccicare (la biotite e la muscovite che mi compongono sfavillano sotto il sole). Insomma, dicevo, un centinaia di milioni di anni…quanto tempo che è trascorso. Ma questo è solo l’inizio… La Terra sai, è come i bambini piccoli, un moto perpetuo e poi, se a te piacciono i puzzle, capirai cosa voglio dire quando parlo dei tasselli del puzzle (placche di litosfera) che scorrono sulla superficie di una palla (Terra) per unirsi gli uni agli altri (collisione e subduzione) e comporre il mosaico…E poi accade anche che i tasselli del puzzle a volte si accorgano di essere nel posto sbagliato e allora si allontanino (dorsali). E ancora…se questo avviene al ritmo di un enorme e armonico respiro, tra le note della più sublime delle musiche, allora si può parlare di “Danza dei continenti” e di “Tettonica delle Placche”; gli scienziati usano questi paroloni ma io preferisco la Poesia della Terra. Insomma, la mia storia (e la tua, non dimenticarlo…) è fatta di collisioni (orogenesi Ercinica, Alpina, Appenninica) e di allontanamenti dei tasselli del puzzle (distacco della zona dell’Arco calabro peloritano dalla penisola iberica, liguria, sardegna e corsica). E questi tasselli sono anche cambiati nel tempo. In più il puzzle è stato spostato da una stanza all’altra (migrazione verso sudest) e da un piano all’altro (sovrascorrimento arco calabro peloritano – di origine ercinica e alpina – su catena appenninica di neoformazione). Mi pare anche di aver capito, che per finirlo è passato quasi un milione di anni (sollevamento Aspromonte dal mare di ben 1300 metri)…Anzi, mi correggo, sembra che non sia ancora ultimato (sollevamento ancora in atto del Massiccio dell’Aspromonte)! Una storia, quindi, fatta di tante tappe…ogni volta che vedevo la luce (a seguito delle successive orogenesi-ben tre), che emergevo come granello di una roccia trasformata o in trasformazione (rocce metamorfiche), che mi sembrava fosse giunto il mio momento per venire alla luce, per vedere il giorno, e giù (altri processi di subduzione), invece, altri stravolgimenti, trasformazioni, traumi su traumi! Come te, quando, ti sembrava di essere uscito da una dominazione straniera e poi invece ecco che arrivavano altri conquistatori… Che fatica vero?! Ma anche, ammettiamolo, giorni sempre diversi in compagnia degli elementi – il Fuoco che crea (rocce magmatiche), che riscalda e che trasforma (rocce metamorfiche) – l’Acqua che muove (trasporto delle placche, trasporto dei materiali erosi ad opera delle fiumare), che purifica e che raffredda – l’Aria che rasserena, che spolvera e che trasporta (erosioni eoliche,…) e…tanti altri frammenti, amici e compagni di Terra (rocce sedimentarie) che non mi hanno fatto sentire solo in questa lunga vita da minuscolo e nobile granello di una Terra magica, quella d’Aspromonte! (tratto e rivisitato dal libro di Serena Palermiti, Profondamente Lentamente Natura, Ed. StreetLab 2015).