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Life Milvus

Riportare nei cieli aspromontani il Nibbio reale

Il Parco Nazionale dell'Aspromonte è ufficialmente capofila, per la prima volta, di un progetto transnazionale nell'ambito dei finanziamenti LIFE Nature and Biodiversity

Una grande soddisfazione per l'Area Protetta, ma anche un grande impegno che attende, da oggi e per i prossimi sei anni, lo staff dell'Ente Parco, con l'obiettivo di riportare nei cieli aspromontani il Nibbio reale, un uccello rapace che da tempo non nidifica più nel nostro territorio. Si tratta di una specie di notevole interesse, considerata vulnerabile dal punto di vista conservazionistico per l'Italia, ma anche per l'intera Europa, che ospita peraltro il 95% della popolazione mondiale.

Un progetto ambizioso che si occupa di una specie minacciata a livello globale, tanto che il nostro Life Milvus, questo il nome dell'intervento, coinvolge partner italiani, come la Regione Calabria, che si occuperà delle misure di conservazione dei siti che dovranno accogliere i nibbi rilasciati ed E-Distribuzione, che metterà in sicurezza le linee elettriche dell'area, ma anche stranieri, in particolare il CEN (Conservatoire d'Espaces Naturel Corse), un'associazione della Corsica che fornirà il suo bagaglio di conoscenze ai tecnici italiani, oltre a intervenire per favorire la tutela della specie nell'isola. Da non trascurare il prezioso ruolo affidato alla Regione Basilicata, che consentirà, dopo le opportune verifiche, il prelievo in natura dei giovani nibbi che saranno liberati in Aspromonte, il Comune di Roghudi, che ospiterà sul suo territorio la stazione di ambientamento degli animali da rilasciare e una delle stazioni di alimentazione per i rapaci, e l'Arma dei Carabinieri che, attraverso il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, assicurerà l'azione con i suoi Nuclei cinofili antiveleno a tutela dei rapaci.

Numerose le azioni previste dal Life Milvus: si interverrà per eliminare il rischio di estinzione della specie dalla Calabria, dove oggi il numero di coppie nidificanti, tutte nella parte centro-settentrionale della regione, si aggira tra 15 e 20. Verranno dunque reintrodotti individui giovani, prelevati in natura con tutte le cautele del caso, provenienti dalla Basilicata, dove la specie ha ancora una buona densità, supportando l'operazione con la creazione di alcune stazioni di alimentazione finalizzate a mantenere la fedeltà al sito da parte degli animali e favorire la nascita di un nucleo riproduttivo stabile. Contemporaneamente, si agirà contro i rischi dovuti all'elettrocuzione, ossia alla mortalità dovuta alla presenza di linee elettriche, e alla prevenzione dei fenomeni di avvelenamento, molto importanti per una specie necrofaga, che si nutre cioè principalmente di prede già morte. In Corsica, si lavorerà invece sugli habitat della specie, che, per diversi fattori, appaiono oggi a rischio.


(foto di: Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte)
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