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Gli esordi del Rinascimento

Se nei musei di Reggio Calabria è possibile farsi un'idea sulle matrici artistiche che animarono lo Stretto di Messina nella seconda metà del Quattrocento è solo inoltrandosi nel Parco Nazionale dell'Aspromonte che si possono apprezzare le prime testimonianze scultoree della nuova corrente rinascimentale. A meno di 10 Km dal centro cittadino, nella frazione di Ortì inferiore, la chiesa di S. Maria di Loreto conserva una bellissima Madonna con bambino, a mezzo busto, detta Madonna Lauretana (1) attribuita ad un ignoto artista vicino ai modi di Francesco Laurana e Domenico Gagini, primi protagonisti della diffusione delle mode rinascimentali nel Regno di Napoli, a seguito dei loro trasferimenti dal centro nord Italia verso la capitale partenopea ed infine la Sicilia. Tuttavia e nel cuore dell'Aspromonte che è possibile ammirare un raro gioiello di scultura rinascimentale toscana in Calabria. Nel Museo Diocesano di Oppido Mamertina si conserva un San Sebastiano (2) in origine facente parte della pala d'altare, commissionata nel 1491 da Marino Correale allo scultore fiorentino Benedetto da Maiano. L'opera, comprendente anche una Vergine con Bambino e una Santa Caterina di Alessandria, oggi nella chiesa di S. M. Assunta e Sant'Elia a Terranova Sappo Minulio, è da considerare la più importante novità artistica introdotta nel panorama locale, che tanto influì la formazione di Antonello Gagini. La Vergine di Benedetto da Maiano oltre a servire da modello per una lunghissima sequela di repliche, realizzate dai diversi scultori che operarono nelle terre aspromontane, è stata identificata come la più antica iconografia della Madonna della Montagna, il cui culto, venerato nel Santuario di Polsi, richiama ogni anno, nei primi giorni di settembre, pellegrini da tutta la regione.
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